MUSICA REGINA DELLE ARTI? FALSO. E’ SCIENZA DELLA VIBRAZIONE.



In tutto il mondo, in tempi antichi, si eseguivano pratiche di rigenerazione e riallineamento energetico e vibrazionale. Esisteva un sapere condiviso basato sulla consapevolezza che ogni suono ed onda vibratoria è in collegamento con una forma nello spazio, da essa generata e tenuta in vita e in movimento.

Pitagora sosteneva che la geometria è musica solidificata ed insieme a Platone, altro gigante della conoscenza umana, era concentrato sullo studio delle armoniche e delle proporzioni auree.

Nel 293 a.C. nell’isola Tiberina al centro del Tevere, si trovava il primo Aslepion romano: un tempio di guarigione, luogo di pratiche mediche e spirituali, nel quale l’attenzione era rivolta al corpo e all’anima. Le terapie includevano il sogno, le immagini trasformative accompagnate da particolari suoni. Nel 420 a.C. sulle pendici meridionali dell'Acropoli di Atene, sotto il Partenone, esisteva il Tempio di Medicina di Epidauro. Qui il valore terapeutico era dato dalla musica e dalla parola. Si applicava la psicoterapia verbale: frasi rituali, declamazioni e recitazioni avevano una funzione terapeutica di disturbi psichici.

In epoca medioevale la musica faceva parte del quadrivium, l’ordinamento didattico. Qui le cosiddette arti liberali come la aritmetica, geometria, musica ed astronomia; costituivano il corpus d’istruzione superiore rispetto al trivium, le arti liberali dette retoriche, corrispondenti a grammatica, logica e retorica. La posizione della musica fra le arti del quadrivium, rispondeva alla rappresentazione della forma mentis del tempo, che vedeva la musica come scienza basata sulle leggi matematiche e fisico-acustiche e generata dall’aritmetica.

Ai giorni nostri, invece, la musica è considerata come la regina delle arti, ma questo è dovuto al fatto che essa, sebbene sia parte della scienza delle vibrazioni, è stata sempre più secretata nello status di arte, limitandone l’enorme influsso che avrebbe potuto esercitare sull’uomo e sull’ingegneria sociale.

Oggi lo standard internazionale della scala musicale con il sistema temperato a 12 note per ottava, è arbitrariamente basato sull’intonazione del La a 440 Hz. Nel 1971 questa intonazione fu ulteriormente riconosciuta sul piano giuridico da una delegazione nominata dal Consiglio d’Europa.

Con questa intonazione si confeziona la musica moderna, che le giovani generazioni assimilano attraverso cuffie e supporti digitali. Si tratta di musica imposta, che non ha significati fisico-geometrici e rapporti aurei con le creazioni dell’Universo.

Le buone prassi con il tempo dimenticate, stanno riemergendo in tempi moderni con le sensazionali scoperte della fisica vibrazionale. Ogni suono, onda, movimento, pensiero, sentimento creano forme; anche gli esseri umani di conseguenza creano continuamente forme, poiché hanno una natura vibratoria. I campi vibrazionali generano forme visibili e ogni forma contiene le informazioni sulle vibrazioni che l’ha generata. Il suono è un vettore di energia.

Il registro vocale umano è intonato su di un linguaggio basato sugli 8 Hz e le relative armoniche e cioè 72 Hz, 144 Hz, 256 Hz e 432 Hz. 8 Hz è il ventisettesimo sottotono DO dell’accordatura a 432 Hz, frequenza non udibile dall'uomo, ma lo sono le sue armoniche. La voce umana è un processo vivente caratterizzato da una geometria interna molto specifica, in cui ogni singola frequenza della nota vocale corrisponde a un multiplo diretto dell’otto. E’ la Golden Scale (Scala Aurea).

Creare una scala musicale quantizzata sulla matematica dell’otto o scala aurea, significa impiegare una matematica universale che tenga conto della biologia e dell’ascolto logaritmico. Lo spazio in sé, che è lo spazio visivo nel quale percepiamo le cose, possiede una forma specifica coerente con la scala aurea, composta di solidi platonici.

Opere della Natura e dell’ingegno umano, replicano in frattale la matematica dell’otto. Solo per fare alcuni esempi: la frequenza di risonanza di Schumann della Terra, gli elementi chimici, i legami molecolari, gli angoli che uniscono gli atomi, i movimenti di pianeti e galassie, la forma delle cellule e degli organi, le proporzioni del corpo umano e addirittura nella struttura degli organi recettivi dei sensi.

Di fatto, nel mainstream scientifico ufficiale, solo ora si ricomincia a parlare dell’importanza delle armoniche e della proporzione aurea, quest’ultima da poco riscoperta dalla scienza per l’importanza che riveste anche nelle dimensioni atomiche e nella cosiddetta teoria delle superstringhe in cui i numeri 8, 888 e 24 (multipli dell’8) sono impiegati nelle funzioni modulari della teoria.


FONTE: Umanascienza©

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