LASER A BASSO DOSAGGIO PER RIATTIVARE IL METABOLISMO E RIGENERARE LE FUNZIONI CELLULARI.  LLT (Low Level Laser Therapy)



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Esporre il corpo a radiazioni solari ultraviolette in ambienti naturali intatti e lontani da inquinamento luminoso, è un eccellente riattivatore del corpo umano.

Tali condizioni naturali non sempre sono accessibili. La terapia della luce, fototerapia o luminoterapia, ha dimostrato, con sperimentazioni incrociate in vivo ed in vitro, la potenzialità di riattivare il metabolismo e rigenerare le funzioni cellulari.

In particolare la fototerapia ultravioletta, a basso dosaggio (LLLT- Low Level Laser Therapy), stimola le cellule della superficie esterna della pelle e la tubulina, una proteina dimerica conduttrice di luce e regolatrice dell’attività degli enzimi metabolici.

L’Accademia di Scienze di New York nel 2005 ha pubblicato degli studi dettagliati sulla stimolazione analgesica dei punti dell’agopuntura e punti triggers, con l’utilizzo di laser He-Ne.

I dispositivi laser elettromedicali e diagnostici LLLT, a basso dosaggio (lunghezze d’onda comprese tra 500-1100 nanometri ed una potenza d’uscita compresa tra 10-90 mW), hanno un effetto fotochimico e non termico. Impiegano lampade LED di ultima generazione a raggi infrarossi ed ultravioletti, con applicazioni in campo estetico, dermatologico, ortopedico e come simulatori d’alba.

La luce esce in modalità intermittente e monocromatica, utile per le patologie dermatologiche, grazie al suo effetto antinfiammatorio e rigenerativo dei tessuti. Nulla a che vedere con i dispositivi laser che dispongono di luce ad alta intensità, collimata e monodirezionale. La terapia della luce ha sviluppato in medicina delle “buone prassi” efficaci e risolutive in alcuni casi specifici. Ad esempio nel trattamento di ferite, edemi ed infiammazioni, nel trattamento di alcuni disturbi come acufeni, i disturbi del sonno, le micosi orali, le infezioni del tratto urinario, gli sbalzi d’umore circadiani e le depressioni stagionali.

Le conclusioni dello studio effettuato dall’Accademia di Scienze di New York, dimostrano come luce infrarossa a 632 nm con una penetrazione cutanea di 0.5 -1 mm , sembra essere la frequenza laser più efficace per il trattamento rigenerativo e risolutivo di danni epidermici.

Si tratta di un tipo di laser a gas He-Ne, il cui materiale attivo è costituito da una miscela di elio e neon a luce rossa, che penetra a scarsa profondità, ma è capace di stimolare la proliferazione cellulare.

I potenziali di questa terapia sono manifesti e diverse cliniche specializzate in medicina dello sport la utilizzano da tempo.  Al momento occorre menzionare che i benefici ottenuti sono sperimentali e dosati sui singoli soggetti. Mancano infatti protocolli e parametri ufficiali di applicazione in quanto a dosi, tempi di trattamento, frequenza e forma d’onda, distanza di penetrazione, zona di trattamento, frequenza di utilizzo. I progressi della biofotonica cellulare, sapranno certamente colmare tale gap.

FONTE: Umanascienza©

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