I NUOVI COMPUTER SUPER POTENTI SONO A FILAMENTI DI DNA.

Le molecole di DNA possono funzionare come porte logiche in modo analogo a quelle di silicio presenti nei computer, dicono gli esperti dell’Harward Wyss Institute.


George Church e Sri Kosuri dell’Harvard Wyss Institute hanno studiato da vicino le potenzialità del biocomputer umano ed in particolare il DNA. Qualsiasi organismo vivente, uomini compresi, si compone dei quattro elementi principali che caratterizzano gli elaboratori informatici: hardware, software, input e output. Ogni molecola del nostro corpo, l'hardware, parla infatti alle altre secondo precise istruzioni, il software, per raggiungere uno specifico risultato, l'output, attraverso processi chimici ed elettromagnetici, input.

Seguendo tale analogia gli studiosi sono riusciti a trattare filamenti di DNA come qualsiasi dispositivo di storage digitale. Invece di dati binari codificati, come regioni magnetiche su un disco rigido, sono analizzati filamenti di DNA che archiviano ciascuno 96 bit.

In un grammo di DNA, George Church e Sri Kosuri sono arrivati ad archiviare con successo 5,5 petabyte di dati, l’equivalente di 700 terabyte, battendo il precedente record di densità di un dispositivo di archiviazione dati di un migliaio di volte.

Un team internazionale di scienziati dello Scripps Research Institute (California) e del Technion Insitute (Israele) ha recentemente realizzato il primo computer biologico, un dispositivo biochimico in grado di immagazzinare dati criptati all'interno di filamenti di DNA. Il computer a DNA è centomila volte più veloce del computer attuale, poiché lavora migliardi di processi informatici contemporaneamente, e non ha bisogno d’interfacce poiché input ed output sono gestiti grazie a processi chimici predefiniti.

Visto l'interesse suscitato presso le più importanti aziende d’informatica, il computer biologico potrebbe presto non essere più solo una sperimentazione. Non è un segreto che la storia della progettazione dei sistemi informatici si è inspirata alla biologia e genetica umana. L’informatica nasce per fornire conoscenze e capacità evolute, modellando artificialmente fenomeni biologici come pensiero e intelligenza.

Un giorno forse nel nostro flusso sanguigno circoleranno porte logiche fatte di DNA ed analoghe a quelle a base di silicio presenti nei computer. Le molecole di DNA disciolte nella circolazione sanguigna potranno avere un ruolo terapeutico, in grado di prendere decisioni di tipo medico, individuando marcatori sulla superficie cellulare e decidendo autonomamente come reagire.


FONTE: Harward Wyss Institute©- http://wyss.harvard.edu/

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